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52 il sigillo d'amore



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La notte era calda, serena. Grandi stelle verdognole illuminavano il cielo scuro, e i due giovani camminarono per un pezzo col viso in aria quasi orizzontandosi al loro chiarore. Del resto la strada lievemente in salita era abbastanza rischiarata dai lumi dei casolari e da un fuoco di stoppie che ardeva in un campo: e la villa della duchessa era lì a due passi, bianca sullo sfondo nero e stellato degli alberi del giardino. Già se ne vedeva il profilo merlato; e un profumo di rose, a tratti, pareva illuminasse l’aria.

— Nonnina ha la passione delle rose, — spiega Beniamino con una voce che non pare più la sua; una voce tenera, musicale, colorita anch’essa di quel profumo e dei riflessi delle stelle. — Ne fa venire le piante da tutte le parti del mondo, anche dalla Persia, e il giardino, la casa, le terrazze ne sono sempre piene.

— È il profumo che più amo, — disse l’altro, serio e grave. — Quando odoro una rosa sento uno stordimento misterioso; mi ricorda come una vita anteriore, bellissima.

Intanto erano arrivati sotto la villa: una fi-