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di lei: come un senso di paura, ma anche di speranza ch’ella lo aiutasse, con la sua gelosia, col suo controllo, a salvarsi dal pericolo dell’altra. Tentò anche di scherzare.

— Non ha mandato più quattrini, tuo marito, che sei così seria?

— Mio marito sarà qui a giorni. Ha scritto che partiva una settimana dopo che scriveva: la lettera è arrivata ieri. — Cara moglie, dice, preparami un corpetto di lana perchè qui mi sono abituato al caldo; e qui fa caldo anche d’inverno. — I denari li porta lui, sì, — aggiunse, triste, contando le uova dentro il paniere che aveva deposto sulla tavola. — Mi dispiace, — ripetè sollevando gli occhi a spiarlo in viso, — di non poter più venire quaggiù. Ma adesso non c’è più bisogno di me. Di là c’è l’uomo che bada al malato e la serva può andare al paese sempre che vuole, per le provviste. Così può farle anche per voi.

— Io non ho bisogno di nessuno! Tu potevi non venire anche oggi.

Ghiana parve subito pentita di averlo irritato: lentamente staccò le mani dal paniere ed esitando le mise sulle spalle di lui: e lo guardava, lo guardava, ma spaurita, tutta tremante per il timore di venir respinta.