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dare al paese, si contentava di guardare il lieve fiore azzurrognolo del fumo che s’agitava sopra il comignolo: solo segno di vita in tanta solitudine.

A volte picchiava alla porta per domandare alle due donne se occorreva loro qualche cosa in paese; apriva la serva e gli rispondeva premurosa che doveva andarci anche lei, in paese, che anzi, poteva incaricarsi delle spese per lui. E lo invitava a entrare proponendogli di chiamare la padrona; ma egli non accettava l’invito, anzi si affrettava ad andar via.

Andava in paese; e osservava che la serva non ci si recava mai nelle ore in cui poteva incontrarsi con lui. Solo un giorno la vide che tornava, calma, lenta, col suo cestino scuro: da lontano gli ricordò Ghiana, e si meravigliò di questo ricordo, accorgendosi che s’era completamente dimenticato della contadina.

La serva si fermò a salutarlo; aprì il cestino con dentro il giallo smorto degli involti mischiato al verde degli erbaggi e al rosso delle mele, e gli disse il costo di ogni cosa; poi gli domandò se era stato dalla sua padrona.

Egli la guardò negli occhi; no, la domanda non era fatta con malizia: anzi una certa premura, un desiderio di bene per la pa-