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ricordarono che ero giovine, che si era al mare e bisognava nutrirsi: infine che avevo appetito.

Mi servo tuttavia parcamente.

— Via, via, prenda, prenda, — insiste il cavaliere di destra. — Giù, giù, coraggio, altrimenti ci fa vergognare.

Ma io scosto il piatto, che lui stesso vuole colmare.

— Grazie, basta. Pensi, anche, al galateo dell’ufficiale di marina....

I vicini, che tendono l’orecchio, ammiccano e ridono: e così, incrinata la sostenutezza di prima, con letizia, cordialità e buon appetito s’inizia il banchetto.



Chi si serviva senza essere aiutato e sollecitato, e mangiava con religioso silenzio, con casta ma tenace voluttà, piegando il viso sul piatto e nutrendosi anche dell’odore delle vivande, era il mio vicino di sinistra. La sua mano di grande fan-