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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/78


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— Perchè allora fa il dispensiere qui? Potrebbe farlo per conto suo!

— Ho sentito raccontare che egli doveva sposarsi: il giorno prima delle nozze sorprese suo fratello e la promessa sposa abbracciati. Ha tentato di uccidersi, ma poi la madre è riuscita a convincerlo di allontanarsi dal loro paese e gli ha procurato questo posto. Ma non sembra contento.

— Ha un viso da disperato, infatti, — disse Bruno, pensando al Dejana e ad Antonio Maria. Sempre le solite storie di uomini deboli e miserabili! Tanto per cambiare, egli domandò al vecchio se sapeva nulla degli affari di cuore del Perrò.

— È vero che egli vuol dar marito a Marielène?

Ma il capo‐macchia lo guardò sorpreso.

— È la prima parola che sento! Son quasi dieci anni che stanno assieme, e credevo che non si lasciassero mai....

— Però! — disse a un tratto, ricordandosi, — un giorno.... cioè pochi giorni or sono egli smarrì una busta con una fotografia di donna e la cercava con molta inquietudine. La trovò Lorenzo, il dispensiere, e non gliela restituì. È maligno, quello! E sai chi era la donna? — (egli si volse e un sorriso malizioso increspò il