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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/73


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disse, fermandosi e accomodandosi la coperta sulla spalla.

Erano giunti al punto ov’egli doveva cominciar la salita. Ella sembrava contrariata: di che? delle risposte di lui, o perchè dovevano interrompere il discorso?

— Addio, Sebastiana, abbiamo scherzato: non ripetere le nostre parole, eh?

— Mi prendi per una stupida?

Egli cominciò la salita, fermandosi e volgendosi ogni tanto; ma Sebastiana continuava la sua strada senza voltarsi.

— Sembra impermalita, perchè? — egli si domandò: — è gelosa di Marielène, o è d’intesa con lei? Un anno fa, sei mesi fa, a nessuno passava in mente l’idea che il Perrò potesse permettere ad Elena di maritarsi; se Sebastiana parla come parla, qualcosa di nuovo succede.

Eccitato dall’aria del mattino e dalle sue speranze, mentre di tanto in tanto dai cespugli umidi qualche capra lo salutava con un belato melanconico e il rumore lontano del torrente accompagnava la sua marcia, egli lasciava prender forma ai suoi sogni, domandandosi che cosa avrebbe fatto dopo, se il suo progetto riusciva. Gli sarebbe piaciuto metter su un albergo, o intraprendere una speculazione facile, un’impresa senza rischi, per esempio la