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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/384


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— No, no, egli finge anche la sua malattia: egli non sa altro che fingere, nascondendosi tra le sue finzioni come il ragno nella sua tela. Nessuno capirà mai quell’uomo, neanche il diavolo....

— Tu però l’hai capito, mi pare!

Questa volta fu Predu Maria a fermarsi. Ah, egli l’aveva capito? Egli dunque non si era ingannato? Abbassò la testa, la sollevò, riprese a camminare più rapido e concitato di prima.

— Sentite, zia Arrita, fatemi questo piacere, questa carità. Ditemi a che punto son le cose!

— Io non so niente.

— Non è vero! Non mentite! Siete vecchia, siete cristiana; interrogate la vostra coscienza. Non vi parlo da uomo malvagio e imprudente, ma da cristiano. Sebastiana è ancora una bimba, una creatura senza senno; sua madre, poi, con tutta la sua solennità, ne ha meno di lei.

— Questo è vero! — disse la vecchia, trionfante. — Tu parli con bocca d’oro!

— Dunque, ascoltatemi: ditemi la verità, in questa notte santa. Le sentite le campane? Esse dicono che Dio Cristo è nato per morire per i nostri peccati. Io non voglio far male a nessuno, ma voglio impedire il male. Ditemi....