Apri il menu principale

Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/373


— 367 —


serva maligna e vendicativa. Perchè la cerca? Per farla parlare? O è appunto da lei che ha saputo, ed ha pronunziato il suo nome per spaventarmi?

Bruno sapeva che solo la vecchia aveva indovinato la sua passione per Sebastiana: nessun altro, neppure sua moglie, neppure la maestra, potevano sospettare: se avessero sospettato non avrebbero saputo fingere così bene, Marielène specialmente.

— Che accadrà? — si domandò atterrito. — Bisogna avvertire Sebastiana.

Ma Sebastiana non tornava, ed egli non osava muoversi dal vano della porta.

La notte era dolce, velata; sembrava una notte autunnale. A un tratto, nel silenzio interrotto solo dalle risate e dalle voci dei pensionanti che finivano di cenare, risuonò uno squillo di campane che parve spandersi nel cielo e inondarlo di una luce misteriosa. E tutte le cose, come svegliate da quel richiamo profondo, pieno di armonia e di luce, vibrarono e cantarono, finchè lo squillo cessò e tutto fu di nuovo silenzio.

Bruno provò un senso di vertigine, come se quel suono di campane gli ricordasse una vita anteriore e nello stesso tempo gli annunziasse che un avvenimento misterioso e terribile stava per compiersi.