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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/367


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— Ho bevuto del veleno!

— Del veleno, figlio mio?

Egli sollevò la testa lentamente, quasi a stento, come se gli pesasse, ma non sollevò gli occhi.

— Monna suocera, sapete cosa devo dirvi? Perchè, invece di guardare nelle case altrui, voi non guardate entro casa vostra?

— Che cosa vuoi dire, Predu Maria Dejà? Io non ti comprendo.

— E allora peggio per l’anima vostra. Male voci sono salite fino al monte, sul conto di vostra figlia.

Ella andò a deporre il piatto sul forno, senza rispondere, apparentemente calma; poi tornò accanto a lui, che aveva di nuovo reclinato il capo, e gli battè una mano sulla spalla.

— Spiègati.

— Io non vi devo spiegazioni. Siete voi che ne dovreste a me, poichè io ho avuto fiducia in voi come in una madre e mi sono lasciato dominare da voi e dalla vostra presenza imponente come un bambino da una persona alta. Che mi abbiate ingannato quel giorno, prima di sposare vostra figlia, la vostra perla, va bene: peggio per me che sono stato uno stupido. Dovevo pensare: io non sono un uomo a