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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/338


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sembra sano e forte, a giorni è debole e triste come un moribondo. Il medico dice che è un’infezione dell’intestino; ma sai che cosa devo affermarti, Antoni Maria Mò? I medici sono mangiatori di carne viva, essi fanno ammalare anche i più sani!

— E sua moglie che dice?

— Ah, essa pensa che basti tenerlo a casa, come un uccellino in gabbia!

— Ah, ah, come un uccellino? Attenta, non le scappi!

— E dove può scappare, disgraziato lui! — disse allora Sebastiana, dal ballatoio, — se scappa non torna più.

— Una volta o l’altra questo succederà a tutti! Scendi, Sebastiana: devo raccontarti una storiella curiosa.

Ella scese e sedette sulla scaletta, accanto a sua madre, e Antoni Maria rise, come ricordandosi una cosa molto buffa.

— Sentite, Predu Maria.... non riferitegli però che ve l’ho detto io.... Predu Maria dunque, saputo che un suo amico era in grandi strettezze, gli offrì i gioielli tuoi, Sebastiana.... da impegnarsi, s’intende!

Sbalordite, le due donne tacquero per alcuni momenti; poi ad un tratto Sebastiana scoppiò a ridere, e la maestra disse: