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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/320


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maestra, e uscì, seguita da Marielène che le suggeriva le frasi da dire al Perrò.

Rimasti soli, Bruno guardò Sebastiana, ed ella si piegò su lui, tremando tutta, e lo baciò.

— Senti, Sebastiana, va dal dottor Lais e digli che sto male, che forse morrò.... Era da lui che volevo andare....

Ella andò dal vecchio solitario, ed era appena entrata nella piccola anticamera buia, quando l’uscio fu spinto con violenza e un uomo pallido e ansante entrò e si lasciò cader di peso su una sedia. Sulle prime ella si ritrasse, ma poi le parve che l’uomo fosse ferito, tanto egli ansava e gemeva, e vinta da un senso di pietà gli si avvicinò.

— Antoni Maria Mò! Che hai?

— Lasciami stare! — egli gridò disperato. — Non lo vedi? Muoio.

— Fai presto a morire! Che hai?

— Non lo so, non lo so! Il dottore dice che ho le febbri di malaria; io credo che m’abbiano fatto qualche malìa!

— Predichedda infatti mi disse che avevi le febbri: non sapevo però che tu stessi così male.

— E male, figlia mia! Male di morte è questo! E tuo marito? E tu perchè sei qui?

Ella sedette accanto a lui; cominciarono