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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/314


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pesava dei sacchi. C’era un carriolante che raccontava di esser stato a Golfo Aranci e di aver veduto Lorenzo a scendere dal piroscafo, di ritorno dal Continente; a un tratto Bruno diventò bianco come un foglio di carta e ci cadde fra le braccia. Non era svenuto, ma rimase quasi mezz’ora senza parlare, senza poter respirare: pareva avesse l’asma, e ad ogni movimento provava un dolore acuto al cuore. Io sono sceso perchè, in fede mia, ho paura che muoia.

— Che fare? Che fare? — disse Sebastiana. — Bisognerebbe avvertire subito il Perrò: bisognerebbe mandar su il medico....

— Ebbene, appunto, bisogna che ci pensi sua moglie....

— Vado ad avvertirla, — disse la maestra.

Sebastiana provava una cupa irritazione perchè sua madre e suo marito prendevano la cosa con calma. Ella avrebbe voluto mettersi in cammino, chiamare il medico, salire dal malato e strapparlo alla morte.

— Vedrai che sua moglie seguiterà a pulire le canne. Non le importa nulla di lui!

Invece Marielène si spaventò, corse per aver notizie e volle subito partire per la montagna: Predu Maria e un medico chiamato d’urgenza l’accompagnarono.