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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/293


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dolore, ma la confessione di lei, vibrante di passione sincera, invece di esasperare il suo desiderio parve calmarlo. Egli ebbe di nuovo paura di compromettersi. La figura di Predu Maria gli sorgeva davanti minacciosa; e per alcuni momenti, mentre la donna, curva su lui, lo tentava con tutte le forze della sua passione, egli lottò furiosamente contro sè stesso e contro di lei.

— Tu non devi esser geloso, — ella diceva, anelante e corrucciata. — Se oggi io sono qui, travestita, lo sono per te. Volevo vederti.... lontano da casa tua e da casa mia.... Sapevo che mi avresti seguito.... Quando ballavo e tu mi guardavi, mi pareva di dover cader morta.... ma tu non mi credi, tu, mentre io, delle volte, mi sento impazzire, e provo il desiderio di correrti appresso come se tu mi abbi incantata.... E qualcuno, certo, deve avermi fatto una malìa; altrimenti non ti verrei addietro così, come una donna perduta: perchè io sono onesta, sì, posso dirlo ad alta voce, e se mio marito mi ammazzerà non lo farà certo perchè io sia corsa dietro a molti uomini....

Egli trasalì e parve completamente svegliarsi dal suo sogno.

— Calmati, — le disse, facendola di