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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/29


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Predu Maria arrossì, e dopo un momento di silenzio disse con disprezzo:

— Antoni Maria Mò! Perchè ti è venuto in mente l’idea che io voglia vendermi?

— Tu parli come uno scemo che sei! Scusami allora, scusami! Sai cosa devi fare? Devi impiccarti.

— E perchè no? — rispose Predu Maria a bassa voce; e guardò il soffitto, come cercando la trave alla quale appiccarsi davvero.

Allora l’altro ricordò che una volta, in carcere, il Dejana aveva tentato di strangolarsi, e diventò serio, quasi triste.

— Ascoltami, Predu, ragioniamo. Quando eravamo là tu mi raccontavi che prima della tua disgrazia avevi conosciuto Marielène ed eri stato più che suo fidanzato. È vero sì o no, questo?

— È vero.

— Ricordati bene! Tu mi raccontavi che la tua intenzione, da fanciullo, era di farti prete; ma a diciotto anni dovesti interrompere gli studi per restare in casa a proteggere tua madre contro i maltrattamenti del tuo patrigno.... Di fronte a casa tua c’era una locanda: la servetta era Marielène....

— Basta, basta! A chi racconti questa storia? Io la so più di te!