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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/289


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falla pazza di gioia, egli si sentiva assalito da un impeto di ribellione contro la sua fredda virtù di uomo onesto, la sua paura di compromettersi, i suoi calcoli per l’avvenire. Sebastiana forse prodigava i suoi favori ad altri uomini meno stupidi di lui: se fosse stata onesta non lo avrebbe incoraggiato come faceva.... E l’idea che ella fosse una preda facile e non pericolosa gli accese il sangue d’una cupa fiamma: anche lui si sentì violento e coraggioso come quegli uomini che passavano urlando sui loro cavalli quasi indomiti; e da quel momento seguì Sebastiana deciso a conquistarla. Il desiderio e la gelosia lo incalzavano. La cuffietta celeste aveva un grande successo; molti mascherotti la seguivano e la circondavano invitandola a ballare; e specialmente il frate, che con le sue mosse e i suoi gridi gutturali dava l’idea di un diavolo travestito da monaco, la seguiva e la trascinava con sè nei giri d’una danza selvaggia.

Bruno s’accorgeva che gli occhi scintillanti di Sebastiana cercavano spesso i suoi; quando egli riusciva a mettersi in prima fila fra i curiosi ella gli passava davanti quasi sfiorandolo, e ad ogni giro di ballo i loro occhi s’incontravano con intensità indicibile, ed egli si sentiva battere il cuore