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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/27


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Bruno capì che doveva andarsene; si alzò quindi, strinse la mano al Dejana e gli disse:

— Non potrò forse ritornare fino a stasera; così le darò una risposta.

III.

— Che risposta? — domandò Antoni Maria al suo ospite appena furono soli.

— Te lo dirò poi. Adesso, raccontami....

— Non fidarti del forestiere!... — ammonì Antoni Maria. — Che cosa gli hai raccontato? Quella è gente che non sa tenere segreti; e tu lo sai.

— Io non ho segreti.

— Gli hai detto che te l’ho scritto io, di venire? Questo era un segreto.

— E questo appunto gliel’ho nascosto!

— Coraggio, allora! Coraggio, Gerusalemme! Qui si tratta di far fortuna.

Ma il Dejana fece un segno di addio con la mano.

— Fortuna? Chi l’ha vista l’ha vista!

Antoni Maria gli si accostò di più, tirandosi fra le gambe lo sgabello su cui stava seduto.