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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/269


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una somma per soccorrere Antoni Maria caduto in miseria. La nonna, suggestionata dalle nipoti, riteneva quest’ultimo colpevole dell’incendio, e pur continuando a mandargli a casa il pranzo, non lo aiutava in altra maniera. Una notte la questura, dietro lettere anonime delle cugine Moro, aveva assediata la casupola del sambuco, sorprendendo Antoni Maria a fare l’acquavite; e le botti e i lambicchi erano stati sequestrati, e lui condannato ad una multa feroce.

Predu Maria si riteneva la causa indiretta dello stato di miseria in cui adesso versava il suo amico. Ma come accumulare i denari per aiutarlo? La suocera non gli lasciava un centesimo, ed egli non le dava torto. Se fosse rimasto libero.... Basta; egli si batteva le mani sulle ginocchia, è pensava che il nostro destino è tutta una concatenazione di eventi di cui il più piccolo in apparenza è spesso il più importante in realtà. Inutile ribellarsi, inutile cercar di spezzare la catena. Dio sa quello che fa: cerchiamo di pentirci dei nostri errori e soffriamo, soffriamo, perchè questo è il nostro destino....