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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/258


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aveva preso un aspetto da pacifico rivenditore di generi alimentari; mentre Sebastiana, sottile nonostante il panneggiamento della tunica d’orbace avvolta artisticamente attorno al suo busto, col viso colorito dall’aria fredda dei monti, sembrava l’immagine della giovinezza. Ella perdette molto tempo a chiacchierare ed a scaldarsi al fuoco sotto la tettoia, scherzando e imitando comicamente l’accento ed i gesti dei pensionanti di Marielène; ma quando ella accennò al progetto della sua vicina di casa, Predu Maria corrugò le sopracciglia e disse che se i professori volevano essere serviti a puntino potevano prender moglie, poichè soltanto la moglie può esser capace di servir bene un uomo.

— Se gli vuol bene.... — disse Bruno; e Sebastiana aggiunse con dispetto:

— E anche quando non gliene vuole.

Ella intanto se ne andò a raccogliere le ghiande, senza troppo affaticarsi, mentre Predu Maria preparava il desinare. La giornata era limpida e fredda: sul cielo d’un azzurro intenso, quasi verdastro, sopra la linea bianca dei monti lontani, il sole calava luminoso e triste, e intorno ai tronchi morti, come intorno a tombe dimenticate, rinascevano i ciclamini e le vitalbe.