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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/232


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canto all’altra, con le calze dentro, sollevò gli occhi ed ebbe una specie di allucinazione; gli parve di veder Sebastiana in fondo alla camera appena rischiarata dal lumino da notte. La visione fu rapida, ma talmente viva e precisa che egli per un attimo credette che Sebastiana l’avesse davvero seguito e fosse penetrata nella camera. Gli parve che la sorpresa gli causasse una fitta profonda al cuore; un dolore acuto come la trafittura di una spilla; si tastò il petto, ma non sentì che la pelle liscia ed umida di sudore, e quasi istantaneamente il dolore cessò. Allora egli credette di essersi ingannato, tanto per l’apparizione di Sebastiana come per il dolore: piegò un ginocchio, guardando il Crocefisso che pendeva in capo al letto, si fece il segno della croce e si coricò; ma un turbamento profondo lo tenne per qualche momento agitato. Cercò di riprendere il filo dei suoi pensieri e dei suoi calcoli, ma per quanti sforzi facesse non vi riuscì: il filo si era rotto e la sua estremità non era più a portata di mano....