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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/220


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mutare accento. — Soltanto lavora troppo. Lavora troppo, sì!

— E tu non lasciarla tanto lavorare!

— Come si fa? Io sto fuori. D’altronde anch’essa mi dice che anch’io adesso lavoro troppo.

Sebastiana battè le mani.

— Che storia curiosa! Io conoscevo due che litigavano perchè erano poltroni entrambi; invece voi questionate perchè....

— No, non questioniamo mai! Non ne abbiamo il tempo!

— Lo sappiamo, Bruno! Vi volete troppo bene, per non andar d’accordo....

— Oh, Dio, due sposi si vogliono sempre bene! Che forse tu e Predu Maria non vi amate?

— Oh, pazzamente! — ella disse con ironia.

— Con tua madre va sempre d’accordo?

— Tanto che sembra lei la sposa! Io sembro la loro figlia! Loro comandano, io obbedisco.

— Fai bene! Sei ancora così giovane!

Ella rise e guardò in aria, e la luna illuminò il suo viso e il suo collo marmoreo. Ma egli non sorrideva per le confidenze di lei: prendeva tutte le cose sul serio, lui; e la sua calma e la sua serietà, così semplici, così diverse da quelle della