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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/200


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fosse facile, tutto permesso. Ecco perchè ha scherzato con te. Tu le eri simpatico; ella aveva pietà di te, per le tue disgrazie. Mia figlia è tutto cuore, come me. Essa ti vuol bene, credimi pure, figlio di Dio! Io sono una povera vedova e lei è una povera orfana: siamo due povere donne sole, senza appoggio, senza amici, senza protettori. Tu non devi abusare della nostra debolezza, della nostra misera condizione....

Egli guardava per terra, quasi commosso. Anche lui era solo, abbandonato da tutti, debole come un fanciullo malato; e siccome la vedova continuava a chiamarlo «figlio mio, fratello mio» gli parve che davvero una triste parentela li unisse.

— Sentite! — esclamò ad un tratto, sollevando la testa e fissando gli occhi nel bosco. E tacque un istante, assorto, poi riprese: — io sono un uomo che non ha nulla da perdere perchè.... non ha più nulla! Verrò e parlerò con vostra figlia: se lei vuole vorrò anch’io; ma non pentitevi, poi, e non fatemi pentire, perchè io non starò lì a questionare. Io, sapete che cosa farò? Prenderò un bastone.... (la Maestra si allarmò a questa minaccia) un bastone da viandante, e me ne andrò lontano....