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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/179


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Antonio Maria in agguato tra il verde grigiastro di un cespuglio. Gli alberi mormoravano, ed egli si domandava se anch’essi hanno uno spirito. Parlano, s’intendono fra loro? Talvolta pare che un albero si curvi su un altro per confidargli un segreto; spesso un cespuglio si sporge da un crepaccio e si protende come per spiare ciò che fa l’uomo sdraiato sotto la roccia. Qualche volta, anche se il vento tace, anche se il bosco è immobile, un tremore arcano agita il cuore di un elce e si propaga e corre per un tratto del bosco; le foglie non tremano, eppure gli alberi sussurrano; pare una preghiera, un coro, una voce misteriosa, e spesso anche una protesta o una maldicenza sussurrata da una fila d’alberi contro i compagni che a loro volta tacciono e pare che ascoltino.

Nei giorni di vento sorge una battaglia furiosa d’alberi contro alberi; e le fronde diventano sferze e a sera quando il vento finalmente si placa il suolo è sparso di foglie, pallide e ferite come piccoli cadaveri.

Predu Maria conosceva tutte le voci, gli avvertimenti, le insidie della natura. Da bambino aveva passato notti e notti in campagna: e ancora, come in quel