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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/162


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Marielène, egli aveva avuto come un senso di oppressione, e oramai era abituato a quest’idea.

— Oramai è fatto! Promisi e mantengo; io sono un galantuomo.

— Ma chi ti costringeva? Quelle donne si sposano per castigo, in fede mia. Hai da scontare qualche peccato?

— Basta; — egli disse, avviandosi per andarsene. — Mi perdoni se le ho domandato un favore che non poteva farmi. Arrivederci.

Ma appena egli fu uscito, la vecchietta lo richiamò e gli andò incontro filando, ridiventata calma e serena. Ricordava che il frate questuante ogni volta che andava a trovarla le diceva: — Fate del bene: non badate a chi.

— Figliolino mio, — disse senza sollevare gli occhi dal fuso, — ebbene, se vuoi, dille pure che venga. Dopo tutto ognuno è padrone delle sue azioni.