Apri il menu principale

Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/161


— 155 —


convinta, egli che si vantava di non dir mai bugie, le raccontò che con Marielène si amavano in segreto da molti anni e che finalmente avevano deciso di sposarsi. Forse il padrone avrebbe licenziato Marielène prima del giorno delle nozze, ed egli pregava nuovamente la vecchia di darle ospitalità. Ella raccattò il fuso e ricordò che molti «forestieri» avevano fatto ciò che Bruno Papi voleva fare.

Essi andavano dalle feminas malas e rimanevano attaccati a loro come gli uccelli al vischio, e se ne innamoravano e le sposavano. Ella non riusciva a capire questa degradazione umana, e credeva fosse una malattia speciale dei forestieri. Ed ecco che Bruno era colto dalla stessa pestilenza. Era davvero un triste destino!

— Io non posso accettare quella donna in casa mia! — disse gravemente. — Un giorno tu stesso me ne rimprovereresti. Quelle donne non si sposano, nè si accolgono in casa. A quelle donne si dice, come ai cani: passa via! — e si scansano, perchè sono dannose come i cani quando hanno la rabbia.

Bruno diventò pallido e le parole della vecchia gli sembravano minacciose come una fosca profezia. Ma fin dal primo momento in cui aveva pensato di sposare