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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/149


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tirlo che qualche cosa di terribile succedeva in casa sua. A un tratto riuscì a sollevar le palpebre e invece di Marielène vide Sebastiana, caduta per terra, in una pozza di sangue....

Si svegliò pieno d’angoscia, ricordò gli avvenimenti della giornata e gli parve che il sogno fosse un cupo avvertimento. Cercò di calmarsi, ma non vi riuscì; sopra la sua testa vedeva il cielo sereno, e un ramo d’elce carico di stelle simili a fiori scintillanti: e la notte era calda, profumata dall’odore del verbasco fiorito, ed egli rivedeva Sebastiana sedutagli accanto, sul lettuccio di Antonio Maria: ella piangeva, ma si lasciava abbracciare e sembrava così innocente!

— Adesso, — egli pensò, — adesso quel diavolo di donnona è capace davvero di tormentarla! Informazioni? Ella vuol prendere informazioni sul conto mio? Te le daranno belle, non dubitare! Eppure....

Eppure non gli sarebbe dispiaciuto di aver una moglie giovane e fresca come Sebastiana, anche con una suocera indiavolata come quella.

Era stanco della sua solitudine, e tanto valeva sposare Marielène che un’altra donna: ma come mantenerla? Farla morire di fame?