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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/132


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poteva andare? Lasciò che il padrone la baciasse, ma quando egli la condusse nella sua camera e le mise al collo un monile di zecchini, ella, accorgendosi che la collana era fatta di monete, gliela restituì. Non voleva esser pagata.

Passarono gli anni. Lo speculatore non riparlò più di far annullare il suo matrimonio; ma ella viveva nella certezza di passar tutta la sua vita con lui, di raccoglierne l’eredità, e di piangerlo dopo morto come si piange un buon marito. Egli amava le donne, ma ella non era gelosa perchè non era innamorata di lui: d’altronde egli invecchiava, diventava sempre più goloso e casalingo, ed ella s’accorgeva d’essergli sempre più necessaria. Ed ecco, ad un tratto, come il tizzo che sembra spento e dà all’improvviso un’ultima fiamma, egli s’era incapricciato di Sebastiana. Diffidente e astuta, Marielène nascose a lungo la sua gelosia; ma un giorno, fingendo uno scrupoloso interesse per la ragazza che ella aveva quasi allevato, chiamò la maestra Saju e la pregò di ritirare presso di sè la figliuola.

— Io non rispondo più di lei. È troppo bella, e tutti la tentano.

Ma la maestra Saju rispose che non poteva attaccarsi la figliuola alla cintola,