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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/114


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acerba. Perchè sei vestita in quel modo? Chi te l’ha fatto quel vestito?

Ella si mise a ridere e guardò il suo grembiale.

— Sono vestita da signora! E tu, non sei vestito da signore?

Sebbene ella parlasse con ironia, egli si accorse che il vestito nuovo di Antoni Maria le imponeva un certo rispetto e la rassicurava.

— Ma io son sempre stato così! — disse, toccandosi la giacca. Si fissarono un momento in silenzio, ed egli ricordò perchè era venuto. — Senti, adesso, Marielène; io ti domando scusa se son venuto così, all’improvviso. Ma desideravo domandarti una cosa: perchè non hai voluto ricevermi, qualche tempo fa, e perchè non hai risposto alla mia lettera? Non venivo a domandarti da mangiare, nè a chiederti denari in prestito; venivo solamente per salutarti; ma tu, non solo mi hai respinto, ma hai persino sparlato di me!

— Questo non è vero! Io non ho nulla da dire contro di te. Son dieci anni che non ci vediamo, e quasi può dirsi che non ci conosciamo più!

— Tu hai detto che ero sempre ubbriaco! M’hai veduto, tu, ubbriaco?

— Ebbene, me lo riferirono!