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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/102


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— Sì, — confermò Bruno. — Quel bosco è in mani di gente stupida; le piante sono troppo fitte e non producono e si guastano inutilmente.

Allora Predu Maria disse con malizia:

— Bisognerebbe diboscare.

— Bravo! Ma la vecchia non permette che si tocchi neppure la ramaglia secca. Un giorno o l’altro scoppierà qualche incendio, — riprese Bruno.

— Il pericolo è più nostro che loro! — gridò lo speculatore allarmandosi.

Ma Predu Maria ebbe l’impressione che quei due recitassero una scena combinata. D’altronde il capo‐macchia non tardò a spiegargli francamente che il Perrò gli sarebbe stato grato se lui, Predu Maria, riusciva a convincere i Moro a vendergli il bosco.

— Ma se io non conosco la vecchia! Antonio Maria non mi può vedere, adesso....

Bruno insisteva.

— Noi abbiamo assoluto bisogno della tanca, non tanto per le piante come per il passaggio. Il Perrò s’allarma all’idea di un possibile e probabile incendio; ma secondo me un incendio sarebbe utile per noi; la vecchia si deciderebbe a vendere il terreno....

Una sera Lorenzo, mentre gli altri due