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le sue piccole mani, a gettarvi i due capi della corda, a riprenderli dall’altra parte del ramo e tirarli e tirarli.

Il cagnolino abbaia, poi ringhia, si drizza, va su per aria, rimane sospeso sotto l’albero maledetto, tutto scosso da un tremito convulso e con la lingua fuori della bocca spalancata.

*

Fu trovato poi, lungo disteso sotto il fico, tutto umido di bava. La corda e la bambina erano scomparse.

La madre e le serve, desolate e sconvolte per quella morte misteriosa, domandarono scusa al Dottore, e tanto fecero ch’egli uscì a vedere ed esaminò il cadavere del cagnolino.

— Qualcuno lo ha impiccato, — disse, — e ha fatto bene perchè aveva i germi della rabbia.

Poi disse che la bestia non era sua.