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318 le prime pietre

vano dicono: il padrone era un uomo ricco, ricco, ricco....

— Speriamo, — disse il gobbo, ammansito.


Gli operai aspettavano, fra i mucchi bianchi delle pietre pronte per la fabbrica. Stellino fu di volo sulla cima del mucchio più alto, con le braccia lunghe tese come quelle d'una bilancia. Di lassù vedeva bene tutto: il fondo composto di quattro immensi quadrati verdi, intorno ai quali i festoni della vite già carichi di grappoli rosei pesanti parevano pronti a una danza coi peschi e i meli che li sostenevano: le tre casupole nere in fondo, col fumo azzurro che si spandeva basso sul tetto, là dove fra i salici biancheggiava la linea netta dell'argine del Po; e ai suoi piedi le fondamenta simili a due grandi zeta scritte sulla pagina nera della terra scavata. E sulla cavdagna1 erbosa lo zio che si avanza calpestando la sua ombra rotonda, senza testa. Tutto è bello, anche lo zio con la sua ombra senza testa: tanto bello che Stellino per sfogare la sua gioia sente il bi-

  1. Sentiero.