Pagina:Deledda - Il cedro del Libano, Milano, Garzanti, 1939.djvu/34


bene il tempo fosse quasi invernale; ma lo strano fu che, accorse, alle grida della sposa, la vedova e la scorbutica vicina, fu accertato che la creatura, ben nutrita e curata, doveva avere per lo meno un mese di vita. E, di solito, i fatti come questo avvengono quando i bimbi sono appena nati. Ad ogni modo fu accolta bene, e portata a vedere, dentro un canestro, anche al vecchio paralitico, che la guardò dal suo giaciglio con gli occhi vuoti di statua da arca funeraria; e non parlò, ma ebbe nel viso giallo un fugace chiarore di vita.

Tutti della contrada vennero a vedere la bambina piovuta dal cielo con la rugiada della notte autunnale: e commenti, induzioni, sospetti e malizie non ebbero fine.

Chi non parlò troppo fu il marito, ritornato dal predio con la sacca della semente finalmente vuota. Sporse il viso, ricoperto di una improvvisa maschera leonina, e digrignò i denti: pareva volesse divorarsi la creatura; ma subito si dominò; l’osservò bene, piegandosi, quasi annusandola, poi guardò il viso della moglie, sollevato supplice verso di lui, gli parve che nessuna rassomiglianza rivelatrice legasse la donna e la bambina: e, con ordine militaresco, disse:

— Portatela al Municipio.

Ma la suocera sollevò il canestro, dove ancora, in mancanza di culla, tenevano la trovatella; e dichiarò energicamente che se la teneva lei.

L’altro non replicò, ma dal viso non gli cadde più l’ombra del sospetto: che la creatura potesse essere il fiore del tradimento della scervellata sposa.

24 —