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diamo a guardare, — disse Andrea. — Zio Larentu gli si aggrappò alla giacca, e lo seguì tremante.

Guardarono da per tutto, anche sotto il letto.

— Di chi egli ha paura? Di chi è questo fantasma che egli vede? Forse quello dell’appaltatore? Bisogna che io stia attento, ora, che studii questo fenomeno interessante, — pensava Andrea, e intanto si sentiva battere forte il cuore per pietà e paura. Temeva che suo padre gli morisse fra le braccia: gli sembrava di sentire intorno a sè il misterioso soffio della morte, e ne provava un arcano terrore.

Fatto il giro della camera, il malato parve calmarsi; sedette vicino al letto, porse il coltello ad Andrea.

— Toglimelo, — disse, — nascondilo, non voglio vederlo più. Ho paura.

Andrea prese il coltello, lo chiuse, se lo mise in tasca.

— Di che avete paura? Abbiamo veduto che non c’è nessuno. State tranquillo. Volete coricarvi?

— No. Coricarmi no. Ho paura del male. Ah, non andartene, sta qui, sta vicino.

— Sto qui, sto qui.

— Sta qui, sì, — riprese zio Larentu, an-