Pagina:Deledda - I giuochi della vita.djvu/279


il fermaglio 271


la china fresca d’erba umida e andò a ficcarsi in una macchia di salici; là, curva, piegata in due, cominciò a frugare e a scavare tra la sabbia, seppellendovi accuratamente cinque uova più grosse del suo pugno. Ella contava di riprenderle il venerdì seguente e portarle alla fiera di Viadana. Cinque e tre che ce n’erano già, facevano otto; otto uova, sei palanche:1 sei palanche rappresentavano prima di tutto un africano, da leccarsi prima e poi da mangiarsi a pezzettini, a pezzettini piccolini come l’unghia del mignolo, oppure tutto in un boccone; poi due soldi di tabacco da naso, e due soldi di riserva. Disperazione faceva sempre un grande uso di tabacco: il perchè di questa passione nessuno avrebbe saputo spiegarlo, tanto più che il piacere non consisteva, per lei, nell’odore del tabacco, ma nello starnuto. Quando starnutiva, ciò che oramai, per il troppo uso del tabacco, le avveniva di rado, ella provava una gioia profonda: le pareva di fare un’azione meravigliosa, e saltava, s’inchinava, si contorceva, superba e felice.

Seppellite le cinque uova accanto alle altre tre, ella si sollevò e stette un momento in

  1. Palanca, soldo.