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la morte scherza 139


— Senti, — ella disse tremando di piacere e di paura, — nonna non si muove, non respira; non l'avevo mai veduta così. Eppoi senti cosa stasera mi disse…. Credo che abbia fatto testamento in mio favore….

Il giovine ascoltava cacciandosi un pugno in bocca, quasi per rattenersi dal gridare di gioia. Poi volle andare a veder la vecchia, a costo di svegliarla, e trascinò seco Rosa. Nella capanna, al chiarore tremulo d'una fiammella che ardeva sempre entro un bicchiere a metà riempito d'olio, zia Areca taceva, immobile, con la bocca e gli occhi chiusi, e le mani stecchite abbandonate sulla ruvida coperta. Pareva morta, pietrificata, mummificata da secoli.

— Sì, pare morta, — mormorò il giovine, senza esserne certo. Ma non osò toccarla, anch'egli pauroso di svegliarla.

— Santa Greca mia, bisogna avvertire mia madre….

— Tu sei pazza! Stiamo prima un po' assieme. Se non profittiamo di questa notte, chissà quando potremo trovarci soli!

Rimasero entro la capanna, ma non poterono scambiarsi neppure un bacio. La presenza della vecchia, nera sotto le pennellate tremule di quel chiarore giallastro, o piuttosto il pen-