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— La mamma è di là? — chiese Elias, andando verso la cameretta ove giaceva il bambino.

— Sì.

Egli avrebbe voluto domandare se c’era anche il Farre, ma non poteva. Sentiva che egli era là, seduto presso il letticciuolo; ne vedeva distintamente la grossa persona, ne sentiva il respiro ansante; e provava un’angoscia quasi morbosa. Eppure quando aprì l’uscio e vide il Farre seduto presso il letticciuolo, con la grossa persona un po’ ripiegata in avanti, silenzioso, ansante, trasecolò come spaventato da un’improvvisa apparizione.

“Il bimbo muore, ed egli è là e non mi lascia avvicinare, non mi lascia vederlo nè accarezzarlo!„ pensò amaramente. Infatti s’avvicinò appena al dappiedi del letto e guardò quasi timidamente il malatino.

— Sta male, sta male,— disse il Farre con dolore, come parlando tra sè.

Elias si fermò un momento, poi se ne andò senza aver detto una parola. Passò una notte orribile, e l’indomani mattina per tempo fu di nuovo là: attraversando il viottolo si lusingava di trovare il bimbo migliorato, e il suo volto s’illuminava di speranza. Entrò, con