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E andò, col cuore stretto da un presentimento. Maddalena infatti stava sola in casa: zia Annedda era andata in campagna, il bimbo dormiva. Il viottolo era deserto e intorno alla casetta regnava la dolcezza, la pace infinita del velato pomeriggio autunnale.

Appena Maddalena vide Elias si turbò vivamente, e sentì che invano aveva preparato un lungo discorso, pieno di logica persuasiva: il tempo nel quale ella era andata alla tanca e con un bacio aveva vinto Elias, oramai era lontano: adesso aveva soggezione e forse anche paura dell’abito del suo antico amante, e forse in lei adesso parlava più forte il calcolo che la passione. Ad ogni modo si turbò e si confuse: fece sedere Elias, gli servì, come sempre, il caffè pronto per lui, poi gli domandò senza guardarlo:

— Domenica dunque è la cerimonia?

— E non lo sapevi?

— Sì, lo sapevo.

Silenzio.

— Perchè mi hai fatto venire? — domandò lui finalmente.

— Perchè? — ella disse, come interrogando sè stessa, — Ah, aspetta, il bimbo si sveglia. Ah, Berteddu mio, sta quieto; vengo, vengo: