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xvi. 1822 - leopardi in roma 157


Che vita fu dunque la sua in Roma? Vita di chi vede e conosce, ma non sente; vita che è descritta così bene nella Saffo. La direi vita volgare di un qualunque se a volte non trapelasse una intelligenza distinta, e una stretta di cuore gonfio, una lacrima ricacciata. Una sola volta quella lacrima uscì, e fu «il primo e l’unico piacere» che provò a Roma:

Venerdì 15 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi.