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la più rapida e la più evidente trasmissione delle cose ne’ lettori. E perché il popolo concepisce appunto così, e vede per immagini e in modo vivo e pronto, scegliendo le vie più brevi, tutto ellissi e scorciatoie e troncamenti e abbreviazioni, come si vede ne’ suoi dialetti, si comprende la grande popolarità di una lingua simile, e come di tutte le prose italiane questa sia che si legga tutta e volentieri da tutte le classi.

Chi mi ha seguito, vedrà non essere poi maraviglia che quell’uomo, sopravvissuto per molti anni a se stesso, morto in un tempo men favorevole alle sue opinioni religiose e al suo quietismo politico, ebbe pure tale testimonianza di onore, che per la sua unanimità si può chiamare nazionale. L’Italia, finite le lotte e calmate le passioni, giusta perché contenta, mirava in lui l’uomo che meglio seppe comprenderla non nella diversità de’ suoi partiti che passano, ma in quella universalità di tradizioni e di aspirazioni, che sono il fondo della vita nazionale, e che nel momento dell’azione tutti ci uni, a quel modo che tutti fummo uniti appresso al suo feretro.


[Nella Nuova Antologia del dicembre 1873, vol. XXIV, pp.742-65].