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la messa di nozze 47


— Ma lasciateci passare, vi dico!...

Il tono della voce, l’espressione del viso impaurirono Perez. Fece per intervenire, ma già Lodovico, visto un graduato sopraggiungere, gli si accostava dicendo, con altro tono, di preghiera, quasi di supplicazione:

— Senta, brigadiere.... Non abbiamo avuto il tempo di fornirci di permesso.... Aspettiamo persone care.... Ci consenta di entrare....

Il graduato rivolse alla guardia un cenno d’assenso: i due amici penetrarono nel recinto. Per un lungo tratto esso era sgombro; la folla si stringeva in fondo, contro la seconda cancellata. Vi era gente d’ogni grado ed età, signori, popolani, contadini, marinai, donne, vecchi, bambini, facchini coi carretti pronti per lo sbarco dei bagagli, emigranti seduti sulle casse e sui sacchi delle povere masserizie, dame riparate dal sole sotto le cupolette dei variopinti ombrellini. Perez vide Lodovico fermarsi a un tratto, trasalendo.

— Che hai?

— Eccola. Taci.

Seguendo lo sguardo dell’amico egli scorse una signora vestita tutta di bianco, col cappello rosso e l’ombrellino dello stesso co-