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la messa di nozze 121


Ella rise più sottilmente ancora, dicendo:

— Via, non esagerare.... Noi non ci amiamo fino al delitto.

Improvvisamente egli la lasciò, le voltò le spalle, mosse un passo, afferrò la maniglia dell’uscio per ripassare nella propria cabina. La voce di lei lo trattenne: la voce non più fredda e incisiva, ma tenera e dolce come nei momenti migliori.

— Sei capace di riconoscere la verità?

— Che cosa vuoi dirmi? — proruppe egli ancora. — Che recito? Che recitiamo entrambi? Che recitano tutti? Che l’amor nostro, che tutto l’amore è una finzione, che tutta la vita è un inganno? Grazie. Lo so.

Ella gli stese le due mani, prese le sue, se lo trasse a fianco.

— Stammi a sentire.... Vienimi qui vicino, così.... Stammi a sentire senza interrompermi.... La vita è quella che è. Così com’è, una logica rigorosa la governa.... Un giorno tu mi dicesti che non mi avresti sposata, e fosti sincero. Zitto, lasciami parlare: non voglio essere interrotta, ti dico!... Fosti sincero, fosti nella logica della situazione d’allora. Io ero sola; nessuno ti dava ombra;