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la messa di nozze 105


— Mi perdoni, Rosanna?

— Di che? — fece ella, scotendo il capo, con un sorriso ironico e indulgente insieme.

— Di che? Di volermi bene?

— Lo capisci, lo sai, lo senti che se dico queste cose, se soffro questi tormenti, è perchè ti voglio bene? — A voce più bassa, ma più fervida, più appassionata, soggiunse: — Te ne voglio più che non credessi, sai! Non te ne ho voluto mai tanto. Ora, ora soltanto conosco e misuro quanto te ne voglio.

Appressatosi a lei, spinto addosso a lei dagli sbattimenti del treno serpeggiante precipitosamente per vie curve, si sentì tutto aderire al suo fianco soave. La cinse con le braccia, le ricercò con la bocca la bocca.

Ella si ritrasse, sciolse il nodo delle mani intrecciatesi alla sua vita:

— No, lasciami.

La sua voce era sommessa e dolce, ma ferma e risoluta. Egli obbedì, tacitamente.

— Tu misuri ora soltanto — riprese ella — il bene che mi vuoi, io misuro ora soltanto la colpa che ho commessa. Quando mi vincesti, quando mi diedi a te la pri-