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ciata attraverso lo spazio, ma egli sentiva di non averla per sè.

Ella diceva, tranquillamente:

— Che cosa pretendevi? Volevi che non mi occupassi di mio marito per badare a te? Volevi che mi sottraessi al suo abbraccio, ai suoi baci, che non li ricambiassi? Per qual motivo? Con quale pretesto?

Egli stese le braccia, alzò il viso, proruppe con voce tremante di tenerezza amara, di timido rimprovero, di passione umiliata:

— Perchè sei mia, perchè sei l’amor mio, la donna mia....

— Non è vero.

— Non è vero?

Ella fece per replicare con altrettanta vivacità; poi parve farsi forza, stringendosi una mano nell’altra. Dopo una pausa, tranquillamente, lentamente, spiegò:

— Lo sai, qual’è la verità, e non dovrei aver bisogno di ripeterla, ora. Per il mondo, per la legge, per i miei figli, io sono di mio marito. La fatalità mi ti sospinse dinanzi un giorno, quando ero sola, quando cercavo un amico. Cercavo un amico, ed ho preso un amante.... Ma no, non credere che