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senza saper che fare della mia vita, con la folle tentazione di seguirti ancora, di raggiungerti per afferrarti e portarti via, sotto i suoi occhi, sotto gli occhi dei tuoi figli, dinanzi a tutti; poi col bisogno di fuggire, di non restare più un solo istante in quei luoghi, quella sera, quella notte, la notte della contaminazione....

Con voce grave, guardandolo negli occhi, ella disse:

— Fosti tu che volesti seguirmi. Non ti pregai di rinunziare a quest’idea? Che vi hai guadagnato?

Egli rispose duramente:

— Avrei sofferto peggio se non vi avessi visti. E mi pento di non aver preso una stanza in quell’albergo! Avrei meglio misurato tutta la tua capacità di fingere!

E lasciò la sua mano, la respinse, si ritrasse.

— Perchè?

Ella era calma, serena, sicura di sè stessa; il tono della sua voce nel muovere la domanda rivelava una curiosità che non teneva molto ad essere appagata.

Egli la guardò un tratto senza dir nulla.

Il convoglio precipitava la sua corsa, si