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L’AMOR SUPREMO


   Amabile amica,

La fiducia della quale ella mi onora è veramente grande e — lasci parlare una volta la modestia! — immeritata. Nonostante la disparità delle nostre opinioni, e perdonandomi la vivacità di certe mie argomentazioni, ella si degna ricorrere ancora a me per farmi una domanda e propormi un quesito: «Ma insomma, qual è, a vostro parere, l’amore migliore?»

Ahi, contessa! Io potrei risponderle al modo molto laconico della duchessa di San Severo, e dirle: «Nessuno!...» Questa passione è talmente difficile, si dibatte fra tanti contrasti, ha da superare così formidabili ostacoli, che la sua vita è troppo breve e tutta avvelenata. Io non le ripeterò a questo proposito i miei ragionamenti d’un tempo, poichè ella, bontà sua, li rammenta ancora e giudica che, nonostante le «solite» esagerazioni e l’«insoffribile» preconcetto di scetticismo, io potrei anche avere, in fondo in fondo, ragione. Ma ella dice — e la ragione è questa volta con lei! — che se pure in tutti gli amori c’è qualcosa di amaro e di guasto, nondimeno, paragonati gli uni con