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quale giudicava le differenze passanti fra due quadri di scuola diversa... Egli continuava a guidarle e a dare le sue spiegazioni, malgrado gli epigrammi del conte, che facendo spesso sorridere la comitiva, contribuivano a sciogliere l’inevitabile freddezza di un primo incontro. A misura che la visita proseguiva, la curiosità con cui la contessa guardava intorno fra quelle tristi rovine si faceva sempre più allarmata; ma la signorina di Charmory pareva dimostrare un più grande interesse, rivelando nei suoi giudizii e nelle sue stesse domande una intelligenza dell’arte e della storia. «E i quadri del Monrealese?..» aveva chiesto, con la sua voce d’un’armonia sommessa, quasi lontana, quando, esaurito il giro delle gallerie e delle stanze del primo piano si stava per passare al piano superiore. «Vi saremo a momenti,» rispose Ermanno, con una visibile compiacenza per quell’interesse dimostrato verso il suo artista favorito; e intanto che la contessa si attardava un poco dinanzi al trittico del Van Eyck, il capolavoro del Museo