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come un poco isolata da tutti. In questa specie di impenetrabilità, Ermanno aveva finito per fondare un pericoloso sofisma. Se egli era per la signorina di Charmory un indifferente, una conoscenza come tutte le altre, che ragione di temere avrebbe egli avuta?.. Egli non si diceva che quell’indifferenza ora considerata compiacentemente, avrebbe potuto presto o tardi formare nel suo intimo un soggetto di disperazione; che tutti i suoi voti sarebbero stati perchè si dissipasse; egli non voleva pensare all’avvenire; non domandava altro che l’estasi di quei giorni durasse. La voce profonda diceva di troncare sul nascere ogni speranza, di sottrarsi ad ogni lusinga; e talvolta egli si chiudeva per qualche giorno nella sua solitudine, cercava di riprendere le occupazioni di un tempo; ma tutto gli pareva ora inutile e vuoto. Con uno di quei rapidi voltafaccia così naturali in lui, non gli sembrava più possibile di vivere se non nell’intimità di altri esseri; ed era un affetto fraterno che lo aveva legato ai Verdara, come se fra essi