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tore, che avrebbe trovato il cappello del prete, che sarebbe stato veduto prima a Santafusca, poi alla Falda, all’osteria del «Vesuvio»; avrebbe dato ad intendere d’essere il nipote del prete...., un pasticcio che il peggio non mangeremo quest’oggi, se vi piacciono....

— Ad ogni modo, se voi foste chiamato in tribunale a dire la vostra opinione, trovereste probabile questa versione che accusa il misterioso cacciatore....

— Se c’è un delitto....

— Se c’è la lepre, ci dev’essere anche il cacciatore, voi dite.

Il barone si sforzò ancora di ridere, ma non potè che tossire. Versò ancora del vino. Lo tracannò in fretta, e volendo ribadire un’opinione, che nel peggior dei casi avrebbe aiutato a salvarlo, continuò:

— Non dico che il cacciatore abbia ucciso il prete piuttosto a Santafusca che altrove. Può essere che siano molti i colpevoli, che l’abbiano affogato in mare dopo avergli rubati i denari, e che uno di loro, cacciatore o meno, abbia gettato il famoso cappello al di sopra del muro di cinta del mio giardino, cinque, sei, dieci miglia lontano dal luogo del delitto per deviare le traccie della giustizia.

— Può essere così.... È alto il muro di cinta?

Il barone non rispose. I suoi occhi erano fissi alla porta, da dove vedevasi il banco dell’albergatore.