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IX.


Il prete risuscita.


Aveva ragione il barone. Passati i primi tre giorni, le sensazioni cominciavano a schiarirsi, la vita rientrava a poco a poco nelle sue abitudini e l’uomo forte e positivo si abituava a guardare in faccia al suo misfatto, come a un fatto qualunque non peggiore degli altri.

Il marchese di Spiano gli fece avere a casa l’atto d’ipoteca che il barone gettò sul fuoco insieme alle lettere del prete e ad altre carte inconcludenti. Così anche da questa parte poteva dormire tranquillamente. Bruciò anche i valori in cui fosse scritto il nome del prete, ma ne restò ancora un cassetto pieno. Oltre alle vincite fatte al club «u barone» avrebbe potuto mandare al Banco di Napoli a riscuotere quasi novantamila lire in tante cedole di Stato al portatore; non c’era pericolo che il prete fermasse i numeri delle cartelle. I morti fanno il morto, e volontieri, pare.