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Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/90

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posizioni, di cui avessi tardi a pentirti. E non ti ostinare per dei nonnulla. E appena la discussione diviene irritante, cedi. Solo Dio è infallibile. Solo gli imbecilli credono di esserlo. L’uomo d’ingegno dubita di sè. Lo sciocco non dubita di nulla.

Se stai cupo, se taci sempre, diranno che sei un colombo di gesso, un legno sopra legno. Se chiacchieri troppo, dirai ciò che vorresti poi non aver detto, e scoprirai l’ordito della tua tela.

Non fare il piagnolone, non il millantatore. Sciocco è colui che si vanta di quel che ha fatto. Sciocchissimo chi si vanta di ciò che farà.

Tu sei sincero, ma eccedi; quella verità così aspra potevi risparmiarla. Per non perdere un amico, talvolta conviene inghiottire amaro e sputar dolce. Non ogni ver detto è ben detto.

Quando parla uno migliore di te, serba silenzio. E in generale quando altri parla, prestagli attenzione o fanne la mostra. Il saper ascoltare è importante, quasi come il saper parlare. Bada alle domande che ti fanno per non dover farle ripetere; e rispondi senza soggezione, ma senza arroganza; rispondi chiaro e breve.

Non dir nulla delle persone di cui non puoi dir bene. Sii piuttosto tromba delle virtù che fischietto delle colpe. Parla di rado delle tue occupazioni particolari. Lascia che te ne interroghino; o piuttosto interroga gli altri sulle loro; e di te stesso favella il meno possibile, sia in bene, sia in male. La parola io ha sempre qualcosa di odioso.

Non parlottare in segreto ad alcuno quando il discorso sia generale; se vedi due che il fanno, tirati discosto.

È segno di grossolano ingegno l’interrompere chi parla, e massime sia per fargli una obbiezione, per notargli uno sbaglio, per suggerirgli una parola ch’egli sembri cercare. Più scortese ancora è il rompere a mezzo un racconto d’altri per seguitarlo noi. Nulla piace tanto nei discorsi quanto una bontà illuminata. Anche mondanamente parlando è gran segno d’inciviltà e d’animo rozzo il bestemmiare; e dir parolaccie da taverna. Che dirò dei laidi e degli empi, i quali tengono discorsi immorali e disonesti, e vogliono la baia delle cose e delle persone sacre? A costoro, cari amici, chiudete la porta sul mostaccio.

Astenetevi dal parlar male dietro le spalle, dal fare la sassaiuola contro ognuno che parte. Vellicate gli uditori colla