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Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/79


LA CREANZA E LA CONVERSAZIONE


Fra le piccole cose che possono recare piaceri e dispiaceri grandi, sono le norme della civiltà, la creanza. Creanza è la pratica del rispetto che dobbiamo agli altri nelle particolarità della vita; l’attenzione a far che gli altri siano contenti di noi, mediante parole e atti che esprimano benevolenza e stima, e a schivare i contrari. Essa forma appendice alla morale; non costa niente, e compra tutto; la paragonerei alla luce che senza far rumore dà colore a tutti gli oggetti; al condimento che dà sapore e grazia alle vivande, alla levigatura dei mobili. Un armadio di tavole appena digrossate, serve come tirato a pulimento; è buona la minestra anche in una scodella non lavata eppure voi ci fate differenza. La creanza può averla il ciabattino quanto il ministro; forse più di grandi meriti contribuisce alla pace, imita l’umiltà, dispone alla carità, copre o attenua molti difetti, e fa comparire l’uomo all’esterno quale avrebbe ad essere nell’interno. Il nostro interesse medesimo dovrebbe renderci cortesi, poichè questo è il miglior modo di conciliarci i cuori. Nessuno si frega ad una grattugia, nessuno accarezza il porco-spino; il miele si fa leccare perchè è dolce; una puntura di spillo fa